Le tipologie di danno risarcibile si dividono in due macrocategorie
- Danni patrimoniali: comprendono tutte le spese sostenute per cure, medicinali, riabilitazione, interventi chirurgici, nonché la perdita di reddito per periodi di inattività lavorativa attuale e futura.
- Danni non patrimoniali: non riguardano una perdita economica diretta, ma che causano sofferenze fisiche, psicologiche e morali alla persona coinvolta. Questi danni comprendono il trauma emotivo e i danni alla qualità della vita della vittima, come ad esempio la limitazione delle attività quotidiane e la riduzione del benessere psicologico.
Altre sottocategorie di danni da considerare sono:
- Macrolesioni: in questo caso si dovranno considerare le spese future, ovvero che il danneggiato dovrà sostenere per tutta la vita, medicinali, assistenza, interventi, protesi.
- Danno riflesso: anche i prossimi congiunti che prestano assistenza al macroleso hanno un proprio personale diritto al risarcimento, nella misura in cui anche la loro vita ha subito un sostanziale peggioramento.
- Mancato guadagno: una grave lesione o un decesso hanno poi rilevanti ripercussioni anche sotto il profilo economico, per la perdita o la ridotta capacità lavorativa, quindi a titolo di mancato guadagno.
- Perdite di chance: spesso in seguito a un sinistro si perdono occasioni di progressione di carriera o di nuove occupazioni, sono le perdite di chance.
- Fermo tecnico: anche il più banale tamponamento nasconde numerose insidie. Oltre al rimborso delle spese di riparazione del mezzo, infatti, può essere richiesto il danno economico che deriva dall’impossibilità di utilizzare il veicolo danneggiato per il tempo della riparazione.
- FRAM: Qualora si debba rottamare il mezzo incidentato, oltre al valore commerciale del bene andrà risarcito il costo per la ricerca di un analogo mezzo.